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Trasporti da terzo mondo. Siamo prigionieri in casa nostra

Siamo prigionieri in casa nostra!

Governi e deputati parlano di grandi opere e futuristiche infrastrutture, ma poi si dimenticano di guardare la realtà. Una realtà che costringe chiunque voglia legittimamente spostarsi, in piena estate, su entrambi i versanti del territorio, a fare i conti con situazioni da terzo mondo.

Chi intende raggiungere la zona Tirrenica via autostrada-tangenziale deve mettere in conto la quotidiana fila a passo d'uomo (quando va bene) tra Boccetta e lo svincolo di Giostra. Nel senso di marcia opposto l'altro restringimento, quello che precede e poi coinvolge la Galleria Telegrafo, è ormai da anni un fedelissimo compagno di viaggio. Dall'altra parte, notizia di ieri, cadono un paio di alberi sulla Messina-Catania e servono tempi biblici per la rimozione, a tutto discapito dei poveri automobilisti imbottigliati prima in autostrada e poi sulla SS114.

Per non parlare della nostra amica frana, che fra un paio di mesi festeggerà il suo terzo compleanno. Non avremo mai l'ardire di arrivare ai livelli del Giappone, dove nel 2011 ricostruirono in 6 giorni (SEI GIORNI) un tratto di autostrada crollato per una scossa di terremoto, ma non possiamo neanche rappresentare sempre l'estremo opposto, la vergogna più assoluta. La cura e manutenzione delle strade, di tutte le strade, è politica. Come politiche sono le nomine degli organi preposti. E sempre la politica dovrebbe indignarsi e sbattere i pugni sul tavolo per l'ennesimo affronto alla nostra terra da parte di RFI: le Ferrovie, anziché garantire un maggior numero di treni (rispetto ad una situazione già gravissima), si inventano un pullman sostitutivo, facendogli attraversare lo Stretto…utilizzando il traghettamento privato e non le proprie navi. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Chiunque faccia politica a Messina e provincia, ad ogni livello, deve opporsi finalmente con forza a questo vero e proprio schifo!

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