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#MessinaèTutta: servizi alle periferie

Per le periferie serve un piano d'azione massiccio, è inconcepibile che i confini degli asili nido comunali siano Camaro da una parte e San Licandro dall'altra. E il resto della città? Chi non ha genitori ai quali lasciare i bimbi nelle ore lavorative, o non può permettersi strutture private, cosa dovrebbe fare? 

Bisogna garantire l'accesso alle strutture sportive a bambini e ragazzi meno abbienti, lo sport è aggregazione, valvola di sfogo e strumento essenziale per lo sviluppo della persona, specie negli anni della crescita.
Ogni zona di Messina deve avere il proprio mercato strutturato. Va rafforzato il ruolo delle circoscrizioni , fondamentali per la migliore razionalizzazione della vita della comunità. Anche sfruttando quegli edifici di pertinenza pubblica che oggi sono totalmente o parzialmente inutilizzati.
Occorre poi migliorare la viabilità e implementare i servizi di trasporto pubblici da e verso i villaggi, rivisitandone la logica e studiando nuove rotte.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: Messina è tutta, non ha confini sul Viale Europa da una parte e Boccetta dall'altra. Esistono i quartieri, i villaggi, tutte le contrade e i viottoli dimenticati da tempo che hanno una dignità propria e pretendono un'attenzione uguale se non maggiore alle strade del centro città, ai cosiddetti salotti buoni. E' anche lì che troviamo Messina e non possiamo girarci dall'altra parte. Io non l'ho mai fatto e non intendo iniziare adesso. 

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