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Caro Accorinti, la casa è un diritto non uno spot elettorale

L’amministrazione Accorinti intende procedere a possibili sbaraccamenti ed assegnazioni di immobili, guarda caso a circa un mese dal voto, non rispettando le priorità zonali fissate dal Consiglio comunale e arrogandosi prerogative che non le competono: tutto ciò è gravissimo.

Alcuni abitanti della IV Circoscrizione ci hanno segnalato la presenza in due zone di agenti della Polizia Municipale, impegnati nell'attività di censimento di baracche e altri alloggi fatiscenti. In base alle verifiche effettuate, la relativa richiesta risulta pervenuta da parte dell'assessore Pino, senza che ciò rientri nelle sue competenze, proprie invece del dirigente al ramo. In data 24 aprile l’amministrazione ha deliberato, con un atto di indirizzo, la necessità di sgomberare le zone in questione, così da ampliare le vie di fuga nell’ottica della sicurezza dei cittadini. Giustificando il tutto con una vecchia delibera della IV Circoscrizione, la n. 29 del 2014, solo propositiva e non vincolante. Io sin dal 2013 segnalai più volte personalmente all'assessore dell'epoca De Cola, e successivamente allo stesso Pino, la criticità di queste ed altre situazioni simili, senza però ottenere risposte. Come mai adesso questa accelerata, in barba alle priorità definite dal Consiglio comunale? Queste due zone sono rispettivamente la nona e la sedicesima in graduatoria, non si possono fare figli e figliastri solo perché si è in campagna elettorale ai cittadini in questione, da quanto ci risulta, è stata promessa la sistemazione nei 25 alloggi, tra i 50 in via di ultimazione a Villaggio Matteotti, che residueranno dopo l’attribuzione agli aventi diritto residenti nella zona dell’Annunziata. Ma come è possibile, se non è stata ancora stilata alcuna graduatoria, nemmeno provvisoria, ai fini dell’assegnazione di questi immobili? Chiederò al segretario generale, organo di tutela della legittimità degli atti, di intervenire  immediatamente affinché la giunta trasformi l'atto di indirizzo in proposta di delibera consiliare, perché le priorità non si possono stravolgere scavalcando il Consiglio, organo competente in materia. Colpi di mano del genere, in piena campagna elettorale, non sono tollerabili.

Era già successo con la questione dell’emergenza abitativa, riproposta casualmente in queste settimane, con 3 anni di ritardo rispetto alla scadenza. Non si fanno promesse-spot sulla pelle dei cittadini, stravolgendo le priorità fissate dal Consiglio comunale. È inammissibile.

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